Dal singolo al racconto visivo: l’artista torinese firma il suo esordio alla regia con un’opera dedicata alle fragilità delle relazioni moderne

Con “La nostra unione”, Stefano Napolitano compie un nuovo passo nel suo percorso artistico, portando sullo schermo i temi già presenti nel singolo omonimo. Il risultato è un cortometraggio che intreccia musica, cinema e riflessione sociale, dando forma a una storia intima e attuale.
Il corto, disponibile su YouTube, affronta la crisi di coppia nell’epoca contemporanea, un tempo in cui l’amore deve confrontarsi con ritmi frenetici, stress quotidiano, ambizioni personali e presenza costante dei social network. L’unione, racconta Napolitano, non è più un automatismo né un obbligo sociale, ma una scelta complessa, fragile e allo stesso tempo preziosa.
Attraverso una narrazione che alterna leggerezza e consapevolezza, “La nostra unione” osserva due persone nel tentativo di comprendersi, difendersi, perdersi e forse ritrovarsi. L’ironia diventa lo strumento per guardare il dramma da vicino, senza negarlo, ma cercando un punto di verità dentro il rumore del presente.
Girato tra Torino e Collegno, il progetto coinvolge Alessia Chelucci ed Enkrico Peyretti, con Max Fortuna alla fotografia operativa e al montaggio, Paolo Ranzani alla direzione luci e Johnny Pozzi per l’adattamento musicale. Con questa opera, Napolitano conferma la sua vocazione multidisciplinare, unendo parola, musica e immagine in un racconto profondamente contemporaneo.
